Nella nostra provincia in particolare, ma anche in gran parte dell’Italia, (non nella maggior parte delle altre nazioni) è diffusa l’usanza della raccolta dei “così detti porcini”).
Premesso che esistano molti altri funghi commestibili altrettanto buoni, se non di qualità organolettiche superiori, i porcini non sono un specie unica, ma almeno quattro fratelli.

Il più noto è il Boletus edulis Bull.: Fr i cui nomi reggiani sono: Cunséla, Cunséla gràsa (se in avanzata maturazione), Cunséla mégra (se immatura), Bolè, Fónz (a Ligonchio).
Le caratteristiche di questo fungo sono un cappello di 5-25 cm con cuticola untuosa, mai vellutata, prima sodo poi molle; dal biancastro al beige al bruno scuro con margine generalmente più chiaro. La sua carne è biancastra, un pò viola sotto la cuticola con odore e sapore gradevole; il suo è gambo biancastro e ricoperto da un fine reticolo più chiaro. Lo troviamo in boschi di conifera o di latifoglia normalmente oltre una certa altitudine.

Boletus edulis Bull.: Fr

Un suo fratello e vicino di casa è il Boletus pinophilus Pil. & Dermek (pinicola), i cui nomi reggiani sono: Cunséla, Cunséla gràsa (se in avanzata maturazione), Cunséla mégra (se immatura), Bolè, Fónz (a Ligonchio).
Il suo capello è 5 -25 cm, tipicamente convesso e massiccio con cuticola umidiccia, rugoso-grinzosa, di colore rosso-rame, bruno rossastro, inizialmente coperto da fine pruina biancastra. La sua carne è biancastra, un pò viola sotto la cuticola con odore e sapore gradevole non troppo accentuato. Il gambo è biancastro ricoperto da un fine reticolo più chiaro. Lo troviamo in boschi di conifera o di latifoglia prevalentemente oltre una certa altezza. Ha un notevole peso specifico e da molta soddisfazione al raccoglitore, che però rimane un podeluso quando arriva a cucinarlo, perché abbastanza scipito.

Boletus pinophilus Pil. & Dermek (pinicola)

Il terzo fratello è il Boletus aestivalis Paul.: Fr. (reticulatus), i cui nomi reggiani sono: Cunséla, Cunséla gràsa (se in avanzata maturazione), Cunséla mégra (se immatura), Bolè, Fónz (a Ligonchio), Fiuròun.
Boleto abbastanza grosso (5-20 cm), ma con basso peso specifico ed è quindi molto leggero, con cuticola del cappello molto presto screpolata, iniziando dal margine di colore nocciola pallido, ocra bruno, marrone; il gambo è panciuto o clavato, anche cilindrico un po’ bulboso, a volte contorto nocciola con reticolo con colore. La carne bianchissima senza sfumature rosse o rosate è molto soffice (ricorda l’ovatta). Preferisce i boschi caldi di conifera o di latifoglia. Il raccoglitore subito rimane deluso per il peso del fungo, ma in cucina potrà apprezzarlo molto.

Boletus aestivalis Paul.: Fr. (reticulatus)

Infine il quarto è il Boletus aereus Bull.: Fr., i cui nomi reggiani sono: Cunséla, Cunséla gràsa (se in avanzata maturazione), Cunséla mégra (se immatura), Bolè, Fónz (a Ligonchio), Cunséla mora.
Boleto di media grandezza con cuticola asciutta, bruno scura, nera, ma a volte più chiara, anche nocciola-beige. Il gambo è panciuto o clavato, anche cilindrico un po’ bulboso, bruno ocra con reticolo prima biancastro poi concolore. La carne è bianchissima senza sfumature rosse o rosate e lo possiamo raccogliere preferibilmente in boschi caldi di latifoglia. Il gusto è molto apprezzato.

Boletus aereus Bull.: Fr.

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